Pat Metheny: l’apprendista stregone
In questi giorni è uscito il nuovo lavoro di Pat Metheny dal titolo “Orchestrion”.
Il grande musicista americano, nativo del Missouri ha realizzato un album davvero innovativo ed interessante: una folle macchina musicale, composta da 60 srumenti musicali: percussioni, marimbe, pianoforti, chitarre elettriche ad altri strumenti acustici, fra cui anche una serie di bottiglie riempite con liquidi (per miscelare i toni).
Tutti gli strumenti sono interlacciati tra loro grazie a dei supporti artigianali, come i motori di automobili, macchine da scrivere, aggeggini e fibbie varie, che alcuni giovani ingegneri, hanno realizzato e messo su per creare questa incredibile e affascinante macchina di suoni. Il tutto viene poi controllato in MIDI, direttamente dalla chitarra di Pat Metheny e da un Mac con il software Sibelius 6, complesso, ma facile programma di gestione.
Ho comprato ed ascoltato il CD, quello che ne esce fuori, a primo impatto ricorda i suoni e le
melodie del periodo di “First Circle”. Il primo brano che da il titolo al disco, è una lunga suite di ben 15, 48, dove il sound è quello riconoscibilissimo del nostro, arricchito da una serie di combinazioni sonore, fatte di percussioni, marimbe, pianoforte e diverse altre diavolerie messe su dagli ingegneri del suono. Gli altri quattro brani anch’essi abbastanza lunghi, giocano su queste combinazioni di suoni elettro -acustici, che Pat Metheny, come un “apprendista stregone”, perso in tutti questi strumenti, li contolla e li suona con maestria compositiva degni della sua fama. Un lavoro affascinante. Non solo per la novità “orchestrale”, ma anche per la bellezza compositiva dei brani. Un CD da comprare e che non può certo mancare nelle discoteca di ogni appassionato di grande musica. Per ultimo, spero di vederlo presto a Napoli, sicuramente dal vivo sarà un esperienza interessante, non solo per la sua musica, ma anche per vedere questa folle “Orchestrionics”.
Nico
Per saperne di più cliccate qui: Pat Metheny Media
L’umorismo di Squillante
Un pò di tempo fa avevo messo su COMICSANDO image, una post con diverse foto, scattate durante il periodo di ferie estive 2009 in un luogo balneare molto suggestivo della mia città, dove confesso, non ero mai stato prima. Il post è intitolato: Riva Fiorita.
In questi giorni pre-natalizzi la pagina è stato notata e commentata. Il commento, lungo, bello e ricco di aneddoti è dell’umorista e illustratore napoletano Carlo Squillante. Siccome mi aveva incuriosito, l’ho poi contattato per ringraziarlo e lui cordialmente mi ha risposto. Trovo che sia una bella persona e che sia anche un autore molto spiritoso, cordiale e divertente.
In questo post potete apprezzare una mia caricatura, che il maestro mi ha cortesemente dedicato, e che qui pubblicamente ringrazio.
Nico
Link di Squillante
Io sto con Marco Travaglio
Contro Marco Travaglio è in atto un’aggressione violenta. A un cenno del capogruppo Pdl alla Camera, il piduista Fabrizio Cicchitto, che nel compilare la lista nera comprendente il Fatto,
Santoro e il gruppo Repubblica-Espresso, lo ha definito “terrorista mediatico”, subito si è scatenata la canea televisiva. Da Porta a Porta, a Canale 5, a Omnibus il pestaggio di Marco si è sviluppato attraverso la falsificazione e la manipolazione di sue dichiarazioni rese dopo il ferimento di Berlusconi a Milano, in totale assenza di contraddittorio o con interventi tardivi quando ormai la scientifica azione diffamatoria era irrimediabile. I diffamatori e i picchiatori a libro paga sappiano che risponderemo colpo su colpo. A difesa della persona di Marco Travaglio a cui tutti i giornalisti del Fatto ribadiscono la loro più totale e affettuosa solidarietà. A difesa del suo diritto di fare giornalismo. A difesa dell’informazione e della democrazia di questo Paese, mai come oggi messa in pericolo dall’assalto dei nuovi squadristi.
Antonio Padellaro
Leggi: Nessuno tocchi il soldato Travaglio
Metti una rosa e una pallina azzurra sull’albero di Natale
A Natale siamo tutti un pò più buoni, e su questo siamo tutti d’accordo. Un’occasione per dimostrare la nostra bontà è quella che ci viene offerta dal TELEFONO AZZURRO CAM ONLUS una organizzazione no-profit che si occupa di aiutare e salvaguardare tutti quei bambini che per loro maldestro destino, nascono e crescono in famiglie violente e disgraziate.
Quest’anno l’organizzazione sarà presente con degli stand in vari centri commerciali di Napoli e della Campania. Se passate in uno di questi posti e notate uno stand, non siate indifferenti, Vi sarà regalata
una rosa o una pallina azzurra da mettere in un vaso o sul vostro albero di Natale: in cambio Voi donate qualche soldo all’operatore che gentilmente vi darà il grazioso oggetto. Farete una cosa buona è giusta. Perchè forse è
utile ricordarlo: i figli degli altri sono anche i nostri figli.
CENTRO AIUTO AL MINORE
Per donazioni tramite conto corrente CCP/17489808
Per contatti Tel.081 5990590
Via Don Bosco, 8 – Napoli
NB Cliccare sulle foto per ingrandirle
L’incredibile arte di Kseniya Simonova

Visitavo il sito di un maestro del fumetto contemporaneo, l’americano Scott McCloud e notavo questo video messo sul suo sito. Mostra l’incredibile arte di Kseniya Simonova, una giovane artista ucraina che usa la sabbia per disegnare straordinarie immagini e così raccontare con l’ausilio di sottofondi musicali, al pubblico che assiste dal vivo alle sue performance, gli orrori della guerra e la storia del suo paese. Un video assolutamente da non perdere. non nascondo che mi sono letteralmente commosso nel vederlo.
Stanford’s Mobile Phone Orchestra and iPhone Ocarina

I suoni del futuro? Is Now! Il maestro Ge Wang direttore della Stanford Mobile Phone Orchestra, ci mostra in questo video come si evolve il futuro della musica. O meglio dire, l’uso musicale e innovativo di applicazioni per l”iPhone. Resta da domandarsi se l’uso di questi moderni supporti possano integrarsi con strumenti tradizionali e non della musica Pop. Probabilmente si, come ci dimostra appunto il filmato. Ancora una volta le idee della mela morsicata sono destinate a cambiare il costume sociale e in questo caso anche artistico.
Piazza Carlo III (Napoli) nel completo degrado!
Questa mattina mi sono sono svegliato verso le ore 9,00 e visto alla finestra che c’era una bella giornata, mi sono detto che era l’occasione buona per scattare alcune foto in qualche luogo caratteristico della città. Volevo creare qualche bella foto (almeno nelle mie intenzioni, poi non so se ci riesco) da mettere sul blog e sul vari network fotografici, dove mostro i posti più belli di Napoli, così per fare da contraltare alla cose negative che si dicono del luogo dove vivo. Però, però… non si può fare finta di niente e passare d’avanti alle cose che non vanno! Cosa voglio dire? Voglio dire che è perfettamente inutile mostrare la “Bella Cartolina” quando intorno a te c’è il degrado. Proprio perchè ci tengo alla mia città, proprio perchè è il luogo dove il destino mi ha fatto nascere, e per questo voglio che sia il miglior posto possibile dove viverci. Quindi anche questa volta non ho potuto fare a meno di scattare delle foto brutte ( foto che non vorrei MAI scattare).
Il luogo è Piazza Carlo III. La piazza è stata da pochi anni rimessa a nuovo (sigh!), nella piazza c’è anche la scuola elementare Dante Alighieri (che visto dove si trova la scuola che porta il suo nome, si starà sicuramente rivoltando nella tomba). Nelle foto si può vedere in che schifo i bambini devono passare, e spero che non si siedano sulle panchine (?) o sui muretti pieni di escrementi d’ucelli e di materiali di scarico e resti d’avanzo e negli escrementi dei barboni che vivono in della casette fatte di cartoni. Che dire di più? Un bel biglietto da visita per tutti i turisti che scendono dall’aeroporto di Capodichino. Dove manca, un bel cartello del, sommo poeta di cui sopra, che recita:”perdete ogni speranza o voi che entrate”.
Le foto dello schifo
Le foto del post sono tutte © Nico Musella
Tony Cercola, Nomade del Vesuvio
Questa mattina sono andato a Piazza Dante, Napoli con mia moglie e mio figlio. La giornata è stata particolarmente piacevole, grazie al clima mite e soleggiato. Così ne abbiamo approfittato per comprare qualche vestito a mio figlio da “Cioccolata” negozio specializzato nella moda giovanile. Lì vicino si trova anche una rosticceria, dove abbiamo comprato una pizza a “libretto” (detta così perche si può piegare a forma di libro ed è comoda da mangiare, nonchè buona ed economica), ed un panino salsiccia e wrustell. Ci siamo seduti in piazza, vicino alla fontanella dove ci siamo abbeverati con la sua acqua (speriamo che non ci privatizzano anche le fontane cittadine, sigh!) a soddisfazione. Dopo aver consumato il lauto “spuntino”, ci siamo alzati dalle panchine per raggiungere l’auto che avevo parcheggiata nei pressi. Mentra andavamo ho notato una persona conosciuta, e nonostante avesse gli occhiali scuri, la sua silhouette era riconoscibilissima, era Tony Cercola, noto e bravissimo musicista, percussionista e autore e collaboratore di diversi musicisti e cantautori della cosidetta “Neapolitan Power”:Pino Daniele, Edoardo Bennato, Enzo Gragnaniello, ecc ecc. Personalmente, ho avuto modo di incontrarlo diverse volte in passato e si è dimostrato sempre una persona umile e disponibile. Un Vero Signore. Da fan della musica napoletana d’autore, mi sono anche interessato in passato delle biografie degli autori di una stagione musicale che ha prodotto musica ad alto livelli, sia compositivi che di sucesso nazionale ed estero. Con Tony proprio di questo parlavamo, del fatto che la “Cultura Musicale”, per adesso a Napoli è quasi scomparsa, anche perchè le radio e le televisioni sono attente più alle cose commerciali che alla musica d’impegno. C’entrerà anche stavolta il teleberlusconismo? Tony Cercola comunque non demorde: continua a produrre musica e proprio in questi giorni è uscito il suo nuovo album voci scomposte, un lavoro che vede la collaborazione di importanti musicisti e la sinergia tra musica e pittura. Per tutti quelli che amano la buona musica, non resta altro che ascoltarlo quindi ed eventualmente comprarlo. Questo per tutta quella buona musica che viene realizzata e prodotta a Napoli, una musica che viva ancora in una città, che sembra aver dimenticato quello che di buono esiste ancora.
Nico
La grande truffa dell’influenza A
Dal mio amico Totore C. Ricevo questa interessante e illuminante presentazione in powerpoint: L’affare dell’influenza A. (Cliccate sul link please)
Consiglio caldamente a chi mi segue di guardare e leggere attentamente la presentazione, e se possibile girarla anche ad altri conoscenti e non. Vale la pena far girare queste informazioni. Sempre per la serie “meglio conoscere quelli che ti vogliono fregare”.
Campagna nazionale: Salva l’Acqua!
Campagna nazionale “SALVA L’ACQUA” del Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua 
www.acquabenecomune.org
Entro il prossimo 24 novembre, il decreto che privatizza l’acqua (D.L. 135/09, Art. 15) potrebbe diventare legge.
Si tratta della definitiva mercificazione di un bene essenziale alla vita.
Si tratta della definitiva consegna al mercato di un diritto umano universale.
FIRMA L’APPELLO ON-LINE: CAMPAGNA NAZIONALE “SALVA L’ACQUA”
Io ho firmato.
Vi chiedo di fare lo stesso
e di diffondere la petizione. Grazie
Luana Troncanetti: Le mamme non mettono mai i tacchi
Non conosco mamme che indossano i tacchi. Mai. In nessuna circostanza. I deliziosi sandali gioiello, acquistati in occasione del matrimonio di mio cugino, hanno trovato precoce sepoltura in un sacchetto della spesa a metà celebrazione, quando mio figlio ha deciso fosse cosa buona e giusta appiccare il fuoco allo strascico della sposa. Le mamme sono delle ex donne. Solo quelle veramente tenaci riescono a conservare un briciolo della loro antica femminilità, perché ciò richiede l’acquisizione di strabilianti abilità, tipo riuscire a farsi la ceretta durante il sonno. Le unghie laccate, il completino Chanel e il tacco dodici sono lussi inimmaginabili se si ha a che fare con uno o più bebè. A meno che tu non sia Sarah Jessica Parker, intenta a scribacchiare articoli in una pittoresca mansarda al centro di Park Avenue, i tacchi alti non te li puoi proprio permettere. Sicuramente non prima del compimento del diciottesimo anno d’età di tuo figlio…
È sempre più gravoso conciliare la cura della casa con il lavoro, mantenere un rapporto decente con il proprio compagno e crescere teneramente dei figli. Lo spauracchio del collasso nervoso ci aspetta dietro l’angolo. Non ha fretta. Sa che prima o poi crolleremo fra le sue braccia premurose, in cerca di un po’ di meritato riposo. Essere mamma, oggi, corrisponde a correre. Sempre. Senza soluzione di continuità. A questa corsa sfrenata gareggiano tutti i tipi di mamma, dall’apprensiva alla distratta, dall’igienista alla donna manager. Non importa la categoria d’appartenenza, il requisito fondamentale per partecipare è l’essere state ospiti di una sala parto almeno una volta nella vita. Siamo tutte impegnate a tagliare il faticoso traguardo del donare il meglio di noi stesse ai nostri figli, in assoluta buona fede, più o meno consce del fatto che molti dei nostri comportamenti trasformeranno la prole in potenziale materiale da lettino psichiatrico.
Coraggio sorelle, uniamoci in un abbraccio universale per ridere insieme dei limiti, delle fisime, degli ostacoli che avvelenano il nostro mestiere di mamma! Non ostiniamoci a voler somigliare a quelle madri impeccabili, false come una banconota da due euro, che ci sorridono dalla pubblicità delle merendine. Eliminiamo la nostra sete di perfezione e sfrecceremo verso il traguardo, libere di un’inutile zavorra: alla fine i nostri cuccioli cresceranno e la grande corsa finirà, lasciandoci soltanto un vago ricordo di tenerezza mista ad orrore. Un giorno, potremo gettare via le scarpe da ginnastica e riconquistare il diritto ad infilare un paio di sandali con il tacco! Ma allora, devastate dall’osteoporosi, non saremo più in grado di camminare, se non con l’ausilio di un deambulatore…
Se, al contrario, dorme cinque minuti nell’arco delle ventiquattro ore, richiede l’allattamento misto, si alza in piedi a cinque mesi, reclama attenzione ogni trenta secondi e inganna il tempo smontando cellulari, è naturale che sua madre assomigli alla superstite di un disastro atomico. Perciò, lasciatemelo dire con una discreta dose di brutalità: la vanità mammesca non è una questione di buona volontà. È una questione di culo.
LA MAMMA COMUNE
Si serve di chiunque per farsi portare la spesa, chiede a chicchessia un massaggio ai piedi o un aiuto per rialzarsi dal divano. È preoccupata se il bambino si muove poco, è preoccupata se invece si muove troppo, è preoccupata se ingrassa troppo oppure se non ingrassa affatto. La mamma comune è preoccupata e basta.
La mamma comune mangia i peperoni con la Nutella, vuole le pesche a dicembre o la pizza alle quattro di notte, mangia per due e anche per tre. Ingrassa fino a non riuscire più a vedere i piedi quando fa la doccia, si lamenta con le amiche perché si sente una balena, ma intanto accarezza il pancione che cresce ogni giorno insieme al suo amore. Odia il compagno, perché lui non deve cibarsi le nausee mattutine, gli sbalzi d’umore, la stitichezza perenne e, soprattutto, perché il suo corpo non sarà costretto a subire una trasformazione inquietante e non dovrà fare tutta la conseguente fatica per riuscire ad assumere di nuovo un aspetto umano.
La mamma comune frequenta gli inutili corsi di preparazione al parto, prende per oro colato i consigli letti sulle riviste sui bebè, giura sul suo onore che suo figlio non crescerà mai viziato, che la sera andrà a dormire alle nove e che ubbidirà sempre ai suoi comandi. Una volta nato il bambino, si ritroverà come tutte quante a promettergli giocattoli in cambio d’ubbidienza, a corrergli dietro in ogni dove per fargli ingoiare un boccone di pappa e a ricoprirlo di baci e di coccole anche se è un piccolo delinquente.
La mamma comune partorisce con dolore e poi si trasforma in una Terrorista per rivalsa, la mamma comune diventa brutta e sciatta, ma si riscopre bellissima ogni volta che si specchia nel sorriso di suo figlio. La mamma comune ha sempre il bambino più bello del mondo o quello più intelligente, la mamma comune non è gelosa, ma non ti dà mai in braccio suo figlio. Il suo cuore è generoso e il suo corpo indistruttibile: lei non dorme se il figlio non dorme, lei non mangia se il figlio non mangia. Sfiancata dalla fatica, minaccia di scappare su un’isola deserta per andare a riposarsi, ma non riuscirebbe a vivere un solo istante lontana dal figlio: il suo respiro, il suo cuore, la sua anima.
Siamo tutte figlie della mamma comune, la mamma di tutte le mamme, perché simili e comuni sono i nostri comportamenti e tanto più simili sono, tanto più mamme siamo. Vogliatele bene, alla mamma comune, non prendetela in giro perché è sempre preoccupata per voi, perdonatela se sputa su un fazzoletto per pulirvi la faccia o se mostra a tutti le vostre foto preistoriche a pisellino nudo, disteso su una pelle di leone; perdonate le sue follie d’amore, perdonate il suo affetto egoista, perdonatela e basta, perché se lo merita.
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Libreria San Paolo
Lunedì 30 Novembre ore 18:00
Via Depretis, 52-60
Napoli
Presenta
Le mamme non mettono mai i tacchi
di Luana Troncanetti
(Boopen LED)
Interverranno l’autrice ed Aldo Putignano
Letture di Ketty Martino
Questo il link all’evento: http://www.facebook.com/profile.php?id=1520830729&v=feed&viewas=1520830729#/event.php?eid=210649731349&ref=mf
http://www.pianetamamma.it/il-bambino/angoli-libri-il-bambino/intervista-a-luana-mamma-blogger-de-la-staccata.html
http://pattyscrittricemergente.splinder.com/post/21533011/Intervista+a+Luana+Troncanetti
Qualche estratto del libro:
A mio figlio Alessandro, senza il quale la mia vita sarebbe un guscio vuoto. Ogni attimo passato con lui è come un giro sulle montagne russe: splendido, spaventoso e divertente.
” I tacchi alti rendono più femminile una donna, ma non fanno necessariamente di lei una femmina. Un figlio, invece, sì. “
Luana Troncanetti è nata e questo è già troppo. Cancerina doc, col suo carattere lunatico sfianca parenti, amici, vicini, semplici curiosi. Sventando numerosi attentati terroristici con squisito intuito femminile, ma anche con qualche discreta botta di culo, oggi è ancora viva, anche se a giorni alterni.Una volta ogni 365 giorni si ricorda di compiere gli anni, di solito intorno al 22 luglio. Non ha mai saltato un compleanno, neanche uno, è dal 1970 che va avanti questa storia.
Scrittrice per caso, schiava devota dell’ironia, grafomane incallita e mamma strafelice di Alessandro, 5 anni e mezzo, un bel giorno si ritrova fra le mani un Pulcinella argentato. Lui guarda lei, lei guarda lui e, al termine di un focoso scambio di sguardi, lei inforca gli occhiali e legge ai piedi del suo amato la scritta “Premio Massimo Troisi”. Lei sviene. Da luglio 2009 lui fa bella mostra di sé su una mensola del soggiorno, sotto una campana di vetro, a pochi passi dall’ultimo lavoretto per la festa della mamma: le sue due più grandi soddisfazioni, vicine vicine. Lei vive ormai sotto sedativi, in dosi più massicce del solito, in attesa che un capace psicologo riesca a definire i motivi di questa inspiegabile vittoria.
I suoi libri nascono dall’osservazione del quotidiano, con i suoi spunti di impensabile comicità. La sua penna ” nevrile, agile, scorrevole, graffiante, ironica, ma mai fuori dalle righe ” ( apperò!) – recensione de “Le mamme non mettono mai i tacchi” a cura di Alessandra Di Gregorio, editor professionista e scrittrice – tratteggia con realismo gli aspetti più ironici della vita.Per quanti volessero curiosare nel suo mondo:
http://lastaccata.splinder.com/
http://www.myspace.com/luanatroncanetti



































































