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Riva Fiorita


scatti_da_riva_fiorita_posillipo_na_11_Scatti effettuati questa estate del 2009 nel periodo del mese di agosto a Napoli, precisamente su una delle discese di Posillipo. Il posto si chiama Riva Fiorita ed è stato uno dei momenti più belli del periodo di vacanze trascorso in città.

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8 commenti leave one →
  1. carlo permalink
    21 dicembre 2009 23:25

    Ero bambino, tanti anni fa, nel 2° dopoguerra, e venivo ogni estate a “Riva Fiorita”. Il nome l’aveva creato mio zio Mario, per conto del proprietario dello stabilimento e dei tanti fabbricati circostanti, il commendator Alfonso Marino. Zio Mario nei primissimi anni di vita di “Riva Fiorita” era una sorta di direttore artistico, ne inventava gli intrattenimenti serali. Una volta inventò “Miss Caramella”: si ballava la sera allo spazio “dancing”, si acquistavano particolari (e costose) caramelle al bar e si poteva invitare le ragazze a ballare solo se le si “remuneravano” con un tot di quelle caramelle. La ragazza che, alla fine della tre giorni di danze, aveva accumulato piu’ caramelle era eletta “Miss”. Una trovata geniale: ci si divertiva, anche noi bambini, e si vendevano un sacco di caramelle, perché si creava una sorta di asta per le ragazze piu’ belle. Le caramelle poi finivano in gran parte nelle nostre tasche. La mia famiglia affittava un appartamento, nei blocchi abitativi addossati al costone di tufo, non so se esistono ancora. Dalle foto, tutto mi pare molto cambiato. A Riva Fiorita acquistai il mio primo gelato da passeggio moderno, quelli con lo stecco, marca Eldorado. Spesso a Riva Fiorita venivano personaggi famosi, perché lì vicino c’era il celebre ristorante “Giuseppone a mare”. Io vidi Re Faruk di Egitto e poi Giacomo Rondinella e poi ancora Silvana Pampanini, giovanissima. Noi bambini li attorniavamo quando erano sulle sedie a sdraio a prendere il sole. Silvana Pampanini mi permise di toccarle un braccio con un dito. A Riva Fiorita comprai il mio primo Topolino. Era il numero 1 della nuova serie Mondadori, quel formato piccolo e compatto ancora vigente. Forse anche Miss Caramella e Topolino contribuirono alla mia crescita creativa. Oggi sono un noto autore nel campo – diciamo così – dei fumetti, ma non solo. Ah proposito, a Riva Fiorita veniva anche – ogni tanto – il primo Presidente della Repubblica, Enrico De Nicola, napoletano. Sua figlia, se non ricordo male, aveva sposato un Martinelli ed erano assidui, come noi, di quello splendido angolo balneare e ludico di Napoli. Quando smettemmo di affittare, continuammo a venirci per alcuni anni ancora, fino ai miei 15/16 anni(quando diventai campione italiano di nuoto e pallanuoto: grazie anche a Riva Fiorita?). Prendevamo la motobarca da Piazza Vittoria e sbarcavamo a Riva Fiorita. Nel pomeriggio, percorso inverso e gran passeggiata nella Villa Comunale, incrostati di sale, che prurito! Eggià, perché i costumi da bagno di allora erano di lana e trattenevano un sacco di acqua salsa. Quando si asciugava sul corpo, diventava bianca e compatta, molto irritante per le pelli delicate. Ciao, guagliu’.

  2. 22 dicembre 2009 20:14

    Per caso l’autore di questo primo bellissimo commento a “Riva Fiorita”(a proposito: grazie!)di cognome fa Pedersoli? Se fosse così, la cosa mi riempirebbe di felicità. Ma anche se non fosse la persona che penso, il suo resta comunque un commento straordinario. Per questo rinnovo i ringraziamenti e Le auguro un Buon Natale e Felice Anno Nuovo!
    Nico Musella

  3. soul permalink
    24 febbraio 2011 17:23

    Anch’io da bambina andavo a fare i bagni a Rivafiorita. Da Via Monte di Dio si prendeva l’ascensore che portava giù al Chiatamone e da lì a Snta Lucia a prendere la motobarca.
    Ricordo che pativo un po’ il mal di mare. Ricordo certi buffi cappelli di paglia alti e senza tesa sulle teste delle mie sorelline. Ricordo il venditore di cocco, un guaglionciello che faceva ridere tutti gridando “cocco bello di mamma!!!”. Erano gli anni 60, non ricordo molto altro, ero davvero molto piccola dai 3 ai 4 anni. Però ci sono le vecchie foto in bianco e nero che ci faceva papà a ricordarmi quei momenti. E un sapore salato ancora sulle labbra, che forse era felicità e non lo sapevo.

  4. eppure soffia permalink
    26 luglio 2011 12:31

    I miei ricordi sono confusi, erano gli anni ’60, ma Riva Fiorita occuperà sempre un pezzo del mio cuore…

  5. lina sacconi permalink
    7 agosto 2011 14:52

    ho grandi ricordi..a riva fiorita ,ho indossato il mio primo “due pezzi” .ho passato anni meravigliosi .

  6. andrea permalink
    14 aprile 2012 11:22

    una volta c’era zio mario adesso abbiamo zio muzzarella dei quartieri ” direttore artistico” ultimi festeggiamenti sono venuti cantanti neo melodici a pezzotto femminielli e brasiliane viva riva fiorita .

  7. Antonio, medico permalink
    5 gennaio 2013 19:05

    Anch’io sono stato lì, dal 1957 ed anche prima al 1970! Ricordo tanti personaggi: Zi’ Rafele, un vecchio Caronte dagli occhi buonissimi che mi custodiva impeccabilmente e con pochi spiccioli la barca, il grande bagnino Antonio, detto Capo ‘Ianco, il barista Mimì e tanti ancora. Farouk lo ricordo come un sogno ( sono del ’50 ), ricordo meglio un attempato ed arzillo signore con motoscafo Riva o Posillipo [ questi erano prodotti nel prospiciente cantiere ], detto il Comandante ( non so di che, mi viene in mente un antico film dove Eduardo si faceva chiamare proprio così ), accalappiatore di ragazze e forse anche di altro, perchè la mia morigeratisssima e compianta mamma me le suonava di santa ragione se mi vedeva appropinquare a questa imbarcazione libertina. Ricordo poi che gli anni ’60 videro sorgere una bella piscina sul terrazzo, una pizzeria! Al largo incrociava un gozzo charcuterie, il cui capitano oste vociava “volete bere?? volete mangiare??” e noi ragazzi squattrinati dalla barca urlavamo ” e non vogliamo pagare!!”… ovviamente il capitano invocava i nostri antenati in malo modo. E noi a ridere! Con altri amici posillipini ( nato al Rione Spinelli, cresciuto al Parco Primavera ) abbordavamo con successo splendide ragazze del Vomero, io me la facevo con la biondissima ( naturale! ) Alba. Napoli tutta era allora meravigliosa ed i napoletani tanto migliori! Ora vivo tra il Campanile di Giotto ed il Pergamo di Donatello in una Toscana che è anch’essa tanto diversa da quella dei miei verdi anni.
    Rivedere quei posti che hanno visto le mie felici infanzia e prima giovinezza mi strugge l’anima: Consiglio a tutti i napoletani in diaspora come me di leggere il vecchio libro di Guglielmo Peirce “Nostalgia di Napoli” – lo trovate difficilmente in libreria, più facilmente su Ebay.
    Sulla motobarca e la sua poco felice fine ho un ricordo ben netto! Il natante in legno, partito dal Molosiglio, toccava diversi approdi della nostra Posillipo: a Giuseppone entrava di poco nella rada con una manovra provetta ( altro che Schettino!): nell’estate 1966 o ’67 ero con gli amici nei pressi su una barca a remi affittata da Zi’ Rafele ( 5 ore al prezzo di 2 ). All’improvviso vedemmo una signora bionda di mezza età che urlava disperatamente, mentre la motobarca faceva retromarcia: di lì a poco una chiazza enorme di sangue nell’acqua limpida della baia dell’attuale Posto al Sole… pensammo ad uno squalo ( qualche settimana prima ce ne era passata una verdesca presso lo scoglio di Pietra Salata ). In realtà le sventurate gambe della signora erano state risucchiate dall’elica che provvidenzialmente esppulse subito il boccone. In tanti ci buttammo in acqua e la signora, una lettrice di tedesco all’Università, se la cavò: fu vittima e con tale evento la motobarca non si vide più. Era di legno, verniciato bianco e con finiture di azzurro.
    Ora non ho più la forza d’animo di tornarci ed ho trovato un surrogato meno bello, ma più tranquillo in Costa Azzurra a La Napoule ( la lingua batte dove il dente duole ).
    Credetemi pagherei tutto quello che ho ( e non mi lamento di questo) per poter ricomprare il biglietto di ingresso a Villa Fiorita, tipo cinema, una pizza sulla terrazza e due ore di barca che poi diventavano mezza giornata da Zì Rafele.
    Viva Villa Fiorita, Viva Posillipo, Viva Napoli com’eravate!
    Antonio

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