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Storia del Fumetto (3)

5 luglio 2009

I precursori

https://i1.wp.com/www.theater-schwedt.de/info/1102/maxundmoritz.jpgMax und Moritz

Il predecessore di Richard Outcault su cui si sono maggiormente concentrate le attenzioni è, senza dubbio, il noto illustratore svizzero Rodolphe Töpffer. Nel 1827 Töpffer realizzò una storia, composta da immagini in successione accompagnate da didascalie, dal titolo Historie de M.Vieux Bois a cui,negli anni successivi, fecero seguito altri racconti simili. Solo nel 1833 Töpffer si convinse,sotto consiglio di Goethe (che non fece però in tempo a vederle èdite),a far pubblicare una di queste storie: l’Histoire de M. Jabot (realizzata nel 1831). Il buon successo riscontrato lo convinse a pubblicare anche altre storie per immagini fra le quali l’Histoire de M.Crèpin e Le Docteur Festus apparse rispettivamente nel 1837 e nel 1846. L’Histoire de M.Vieux Bois vide luce anch’essa nel 1837 e, nel 1842, fu edita anche negli Stati Uniti col titolo The adventures of Obadiah Olduch. Sono molti coloro che considerano l’autore ginevrino il primo fumettista. Fra gli altri va ricordato almeno Scott McCloud Capire il Fumetto, che ha sostenuto questa tesi nel suo celebre saggio a fumetti. In Germania la rivista umoristica Fliegende Blätter fu un’autentica fucina di precursori. Sulle sue

https://i1.wp.com/www.pittorifamosi.it/immagini/ally_sloper.gifAlly Sloper

pagine apparve, tra l’altro, quella che è stata poi considerata una delle più importanti saghe “proto-fumettistiche”: Max und Moritz creati nel 1865 da Wilhelm Busch.
L’Inghilterra ha dato invece i natali a quello che è stato il protofumetto di maggior successo: Ally Sloper, scritto da Charles HenryRoss e disegnato da sua moglie, la francese Isabelle Emilie de Tessier, sotto lo pseudonimo di Marie Duval. Apparso per la prima volta sulla rivista umoristica Judy il 14 agosto 1867 riscontrò un tale successo che, a partire dal 3 maggio 1884, gli fu dedicato un settimanale tutto suo: l’Ally Sloper’s Half-Holiday.
In Francia operò invece Georges Coulomb, in arte Christophe, che, tra il 1889 e il 1893, pubblicò una serie di storie illustrate per il settimanale Le petit français.
Anche negli Stati Uniti, prima di Yellow Kid, il disegnatore James Swinnerton iniziò la pubblicazione, a partire dal 1892, sul San Francisco Examiner, di vignette con protagonisti degli orsacchiotti, che ottennero un tale successo che, dal 2 giugno 1895 (a ridosso quindi della prima apparizione di Yellow Kid), furono trasformati in una vera e propria serie dal titolo Little Bear Tykes.
Anche l’Italia può vantare un precursore di Outcault. Si tratta del vercellese Angelo Agostini, emigrato in Brasile nel 1859, dove, nel 1864, fondò la rivista Diabo Coxo ricca di storie illustrate da lui stesso scritte e disegnate.
Questa breve rassegna dei principali precursori di Yellow Kid mostra la veridicità di quanto affermato in precedenza: nonostante l’eccelsa qualità di molte di queste storie, e benché alcune di esse abbiano ottenuto un notevole successo commerciale, nessuna di loro ha generato un fenomeno editoriale ma sono tutte rimaste esperienze isolate.

Yellow Kid e la nascita del fumetto

https://i1.wp.com/www.neponset.com/yellowkid/feudal.jpgHogan’s Alley

Richard Outcault inizierà la sua collaborazione col New York World nel 1884 per volontà del proprietario Joseph Pulitzer che intendeva dare nuova linfa al supplemento domenicale a colori del giornale. Il supplemento fece la sua comparsa il 4 aprile 1883 e inizialmente proponeva riproduzioni dei capolavori dell’arte. L’iniziativa non riscosse il successo sperato e Pulitzer ingaggiò Outcault per affidargli in un primo momento una serie di illustrazioni a carattere naturalistico. Anche questo nuovo corso non trovò il sostegno dei lettori così, il 5 maggio 1885, inizierà la pubblicazione della serie Hogan’s Alley ambientata in un ghetto di periferia popolato da strani personaggi che vivono ai margini della società. Fra questi fa la sua apparizione un bambino calvo, con delle enormi orecchie, due soli denti e vestitocon un lungo camicione inizialmente blu poi giallo. In un primo momento il bambino è solo un personaggio marginale, ma ben presto, a cominciare dalla vignetta del 5 gennaio 1896, diventerà un po’ alla volta il protagonista incontrastato della serie. In questi primi mesi di pubblicazione la serie non ha ancora trovato un suo linguaggio definito: in un primo momento i testi appaiono dentro cartelli che fanno la loro comparsa all’interno delle vignette. Il primo balloon fa la sua comparsa il 16 febbraio 1896 (è un pappagallo che esclama «Sic em towser»), mentre Yellow Kid rimarrà muto fino al 15 marzo di quello stesso anno, quando sul suo camhttps://i1.wp.com/www.evesmag.com/hearstjournal.jpgicione apparirà la scritta «Artillery». Il Bambino Giallo (il cui “vero” nome è Mickey Dugan come si apprende dalla vignetta pubblicata il 23 agosto 1896) continuerà a parlare attraverso il suo camicione fino al 25 ottobre, quando, per la prima volta, parlerà per mezzo di un balloon.
Grazie alle graffianti vignette di Hogan’s Alley le vendite dell’edizione domenicale del New York World William Randolph Hearst,editore del New York Journal, che contendeva con il World il primato sulla stampa newyorkese, riuscì a strappare Outcault al suo concorrente offrendogli un contratto più vantaggioso. Il 25 ottobre 1896 Yellow Kid farà la sua comparsa sulle pagine del Journal. Pulitzer tuttavia, contando sul fatto che all’epoca le leggi sul diritto d’autore erano ancora molto vaghe, continuò a pubblicare il personaggio affidandolo al disegnatore George Luks. Yellow Kid sarà così il primo personaggio della storia del fumetto a non essere più realizzato dal suo autore, caratteristica che in seguito diverrà tipica della grande maggioranza dei personaggi. registreranno in breve tempo un notevole incremento
Yellow Kid continuerà ad essere pubblicato nelle sue due differenti versioni solo fino alla fine del 1898strisce a fumetti. Da qui in poi sarà un continuo proliferare di nuove serie e nuovi personaggi. quando nel giro di poche settimane verrà sospeso da entrambi i giornali per via delle polemiche causate dalla sua critica feroce ed anticonformista. Nonostante la sua breve vita Yellow Kid diventerà una piccola celebrità che mostrerà agli editori statunitensi tutte le potenzialità commerciali.

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