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Emmanuelle-Crepax

26 giugno 2009

Emmanuelle (3)

La dimensione del gioco

La scienza, affermava un mio Professore universitario, è divertentissima. Sono gli scienziati che la rendono orrendamente noiosa. Credo che si posso dire lo stesso della sessualità: probabilmente non c’è nulla di più divertente, ma la sessuologia e la cosiddetta educazione sessuale ne hanno fatto qualcosa di molto simile a una guida telefonica. Basta pensarci. R bambino ricava il piacere da tutto il suo corpo, ma noi abbiamo deciso che la sessualità è perversa. Abbiamo stabilito gli stadi della sua evoluzione sessuale, abbiamo deliberato che questi stadi devono sostituirsi l’uno all’altro in un ceno ordine e che devono avere una determinata durata, e abbiamo decretato che il successivo ha da cancellare il precedente. Così, alla ‘ fine, si arriva alla sessualità giusta, normale e matura. Quella dell’adulto. Una cosa seria, circoscritta ad aree ben delimitate e fedele a rigorosissimi schemi di comportamento. La dimensione del gioco si è perduta. Non so se sia possibile recuperarla, in questa nostra civiltà funzionalistica e onniprogrammatrice. Il divertimento come tale, cioè il Poco, cioè la fantasia svicolata da un prodotto economicamente valutabile, non trova posto nell’immenso mercato che costituisce la società attuale. Ogni cosa deve essere finalizzata a un profitto, sesso compreso. Mi pare che a Guido Crepax si debba riconoscere il merito di aver portato, con questo suo nuovo lavoro. un attacco diretto a tale mentalità da camera di commercio. L’avventura di Emnanuelle si disvela come un grande gioco che non serve a niente, se non a divertire. Una, specie di gioco dell’oca, cori l’erotismo per protagonista e filo conduttore. Gli straordinari personaggi femminili che riproducono il polimorfismo della intramontabile Valentina, la minuziosa documentazione composta in tiri panorama fiabesco, la sarcastica epopea dei falli d’oltralpe, ruggenti come jet e formidabili come giganteschi, rettili, e di quelli made in Italy, men che moderatamente penetratiti, i saffici languori delle adolescenti e il silenzio dirompente dei ragazzini, i bestiari inseriti a illustrare una insolita analisi del profondo, tutto questo cresce come un prodigio di spume intorno allo scorrere di una sessualità esuberante, gioconda e imprevedibile che non obbedisce ad alcuna logica se non a quella del piacere. La quale mi sembra la più importante. E anche a quella del piacere di dar piacere, che mi sembra ancora più importante. Una logica, naturalmente, che- non corrisponde a quella della produzione e del profitto. E la logica, per molti aspetti ferrea, del bambino. Ecco, forse questo divertimento di Crepax è anch’esso uno strumento, ma singolare. Forse è un tramite attraverso il quale si può far emergere l’Eterno fanciullo che sta dentro di noi, se c’è ancora. Ricordo una bellissima osservazione di Neruda: ‘Il bimbo che non gioca non è un bimbo, ma, l’uomo’ che non gioca ha perso per sempre il bimbo che viveva in lui e che gli mancherà molto”.

Marcello Bernardi

Crepax

crepax

Guido Crepaxha scritto e disegnato le avventure di Valentina, Bianca e Anita, che sono,raccolte in dieci libri. L’ultima storia di Valentina, senza parole, è apparsa nel volume “Lanterna magica” interamente stampato in serigrafia. A queste “sognatrici a fumetti” si sono unite le protagoniste di due famosi romanzi erotici, “L’htistotire dO” e “Emmanuelle” Inoltre Crepax ha disegnato un episodio della vita di Casanova e ha scritto e disegnato due libri per ragazzi. Da vent’anni disegna ininterrottamente le copertine del mensile scientifico “Tempo Medico” Nel campo della grafica, ha disegnato una cinquantina di opere tra litografie, acqueforti e serigrafie.

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