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Valentina, Sola

24 giugno 2009

valentin (7)

L’IMPOSSIBILITA D’ESSERE DUALE

Indagare il mondo di Guido Crepax è come voler intervenire sul suo subconscio e sul suo inconscio. Capirlo, conoscerlo sembra un’impresa destinata a perdersi nel labirinto del Minotauro.

Guido, si sa, è Valentina: l’ha detto e ripetuto con una punta di malizia Oreste dei Buono.

Ma è anche Philip Rembrandt, è anche Bruno.

L’una in quanto esiste in Guido una componente,più rivoluzionaria, più libera, più erotica, più sognante evidentemente sepolta nei recessi della psiche da un’educazione si direbbe di rigido stampo conservatore se non addirittura cattolico. Il secondo come proiezione reale di se stesso un po’ conformista, un po’ realista, un po’ involuto, un po’ moderato, ma anche un po’ desiderato. Il terzo, Bruno, rappresenta la conflittualità pura che c’è in Guido, fra l’apertura di Valentína verso i giovani (determinata forse da morbo di mezza età), e il conservatorismo di Philip che detesta quasi ciò che Valentina ama, il suo desiderio di rinnovarsi e di rinnovare attraverso se stessa (o meglio una sua proiezione) il suo autore e il mondo che le fa da sfondo-cornice.

Apparentemente il duale Valentina/Guido ha il sopravvento su Phil e lo toglie di mezzo, come toglie di mezzo un altro ostacolo alla propria crescita giovanilista che si verifica con l’incontro Valentina-Bruno: Mattia, il pargolo ormai grandicello, viene spedito in Usa dai nonni e di lui non si saprà nulla per un bel pezzo, forse per sempre.

Che ci sia in questo risvolto di abbandoni un desiderio inconscio dell’autore di varcare i cancelli della famiglia per lasciarsi un po’ andare?

Che questo desiderio si attui nella finzione con Valentina sola? Forse Guido/Valentina è stato prosciugato dal continuo immergere il suo pennino nei grandi maestri dell’erotismo. Forse l’ossessione dell’erotismo stesso gli fa desiderare di star solo per qualche tempo, anche se a un primo esame di coscienza l’aver affiancato al lavoro di Valentina quello dei l’il I lustrazione di altre protagoniste femminili come Emmanuelle, 0 e Justine sembra abbia giovato
alla nostra eroina e al suo autore quale salutare contrapposizione e sosta necessaria per fare riprendere il respiro a entrambi.

Voci ben informate tendono ad accreditare l’ipotesi di una certa stanchezza dei clichè Valentina da parte dei suo duale/creatore, e ad avallare la tesi di una tendenza ormai evidente al rigetto da parte dell’autore di alcune sue creature, come i sotterranei, che ne sembrano rappresentare « i mali di pancia » oltre che i malesseri della società in cui viviamo, e come Phil Rembrandt che non sa affrontare questi mali di pancia.

Proviamo ora a fare un cammino a ritroso nella storia di Valentina perché è di lei che vorremmo sapere per conoscere Guido.

Come nasce… Ormai tutti sanno che l’ispirazione per le sembianze dei suo viso deriva da una cotta cinematografica di Guido per Louise Brooks (Lulu di Pabst, 1928), attrice di non largo respiro ma di aspetto suggestivo quanto e più dei suo doppio Valentina.

Minuta ma brevi linea e forse fisicamente un po’ d’epoca Louise, snella, longilinea, e sempre up to date Valentina.

Al di là dei viso non sappiamo però chi siano stati i suoi modelli, forse possiamo azzardare, Luisa stessa, moglie di Guido e madre dei suoi tre figli Antonio, Caterina e Giacomo (nel corso dei tempo notiamo un accentuato convergere tra privato e disegnato: Valentina sempre più sembra Luisa: l’attesa di Giacomo ha coinciso con l’apparizione della prima donna incinta nel fumetto, cfr. Valentina con gli stivali e Valentina nella stufa).

Fiumi d’inchiostro sono stati scritti a proposito e a sproposito di Valentina. Bisognerebbe provare ad analizzare perché Crepax/Valentina ha tanti appassionati ammiratori e altrettanti denigratori ostinati. Forse il suo modo di esibire ed esibirsi, il piacere di piacere, la solitaria sicurezza di sé e delle sue scelte infastidiscono non poco gli inibiti.

Forse le stesse cose attraggono gli insicuri e il nitore della pagina contrapposto al groviglio di sensazioni che evoca, la spudorata innocenza, la borghese vocazione al successo di Valentina procurano fantasie coinvolgenti che di solito si riservano al sogno liberatore.

Il sogno è uno degli elementi che Crepax/Valentina utilizza per sfondare pareti, per viaggiare all’interno di sensazioni, per raccontare pensieri che si celano normalmente anche a se stessi. Il meccanismo freudiano della rimozione non può più funzionare, allora affiorano ingranditi o particolareggiati i mostri dei subconscio che, inopinatamente, morbosamente procurano piacere… Forse questo piacere, questa libertà di sé che molti interpretano come libertinaggio contribuiscono a rendere così dure le critiche’. « Sempre lì siamo » (AAVV) e così alati gli elogi: « Irrompe nella pagina una nuova cultura mentale e visiva che deriva dall’école du regard o dal nouveau roman, come dai fotogrammi di Godard » (Maurizio Fagiolo deil’Arco).

Ecco, Cambiguità dei disegno e dei suo autore, il continuo scindersi in vari personaggi, il continuo trasformarsi, il continuo ricercarsi e ricercarlo ci hanno quasi condotto fuori strada. Stavamo perdendo Valentina. Guido stava per sottrarcela, in quel suo continuo desiderio che si parli di sé.

Accanto a Valentina/Luísa in questo volume che state leggendo Guido/Guido ripercorre  l’ínfanzia trascorsa con amici ancora tali. Poche pagine e Guido/Guido lascia il posto a Guido/Valentina e a Guido/Rembrandt per ritrovarsi in Guído/Bruno.

Bruno sembra rappresentare una proiezione del desiderio attuale di Valentina di essere, diversa, nuova, ossessionata (come Guido) dal timore di ripetersi, dall’ansia di rinnovarsi, nell’angoscia maniacale dei déjà vu di Guido stesso.

Dobbiamo per questo aspettarci nuovi maquillage a Valentina, nuovi Bruno, nuovi Philip o nulla di tutto questo. Solo novità: Guido ci ha confidato di non essere rimasto indifferente ai film della nuova scuola germanica: Wim Wenders, Fassbinder, Schióndorff, Herzog … ). Ma se Phil Rembrandt è Guido e Guido è Valentina, Valentina è Bruno? E in questo ossessivo gioco di scatole cinesi chi è veramente Guido Crepax?

Lo sa almeno Guido Crepax o Freud ne ha inquinato inquietantemente le prove?

Fulvia Serra

Galleria

  1. Valentina

  2. VALENTINA CLIP

  3. Guido Crepax

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