Batman bianco & nero
Negli ultimi anni, i confini fra fumetto popolare e fumetto d’autore sì sono progressivamente assottigliati, fino a diventare sempre più fragili e inconsistenti. Artisti dei calibro di Alan Moore Frank Miller saltabeccano con nonchalance dalle testate più vendute ai progetti più cervellotici, e anche un mostro sacro come Moebius – dopo secoli di sciovinismo tipicamente gallico – ha finito per cedere alle lusinghe dei genere supereroistico. Forse è un segno dei tempi: dopo secoli di indifferenza, di ghettizzazione, di accuse stupide e ingiustificate, i grandi numi dei comic book a stelle e strisce stanno tornando a imporsi come dei personaggi a tutto tondo – gli unici veri epigoni dei grandi eroi dei mito classico. La DC Comics può essere considerata la principale artefice dei rinascimento supereroistico: negli ultimi anni, la gloriosa publishing house newyorchese ha portato sugli scaffali l’epopea cupa e disperata di Watchmen, lo splendido Ronin, e molti altri supermen biricchini e laterali, che hanno ridefinito il ruolo degli eroi in costume preparandoli all’appuntamento con il terzo millennio. E in cima ai pensieri della DC Comics, naturalmente, c’è Batman.
Il buon vecchio Dark Knight sta vivendo la sua seconda giovinezza. Mentre scrivo, Joel Schumacher sta preparandosi a girare il quarto kolossal sul Cavaliere Oscuro; l’Uomo Pipistrello è il personaggio più venduto della DC, il più amato, il più coccolato, il più interessante. Non c’è da stupirsi, quindi, che i dirigenti della nostra major preferita gli abbiano dedicato il progetto che stiamo per presentarvi – un progetto ambizioso, che farà la gioia di tutti gli amanti dei fumetto di qualità. Batman: Bíanco e Nero non è un albo supereroistico come tanti altri. E’ un’antologia di short stories, una miscellanea di racconti brevi, accomunati da un unico comune denominatore – il bianco e nero, appunto.
Il menù è molto ricco: si va dal segno arcigno dei grande Joe Kubert, alle circonvoluzioni espressionistiche di Ted Mc Keever, all’atmosfera jazzy di José Munoz, al tratto sorprendentemente piccante di Bruce Timm. E questo non è che l’inizio: nei prossimi numeri di questa splendida miniserie verranno a trovarci altri grandi autori dei comicdom internazionale, tutti pronti a misurarsi con l’ombra junghiana dei Cavaliere Oscuro, Per la prima volta nella storia, una miniserie in bianco e nero ve ne farà vedere di tutti i colori. E con i tempi che corrono, non è poco.
Andrea Voglino, agosto 1996













































